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Il calore della Terra è una fonte di energia naturale che da sempre accompagna la storia dell'uomo fin dalle sue origini. La stessa vita biologica è probabilmente nata in particolari condizioni ambientali tra acqua e fuoco.

Come funziona la geotermia? La temperatura del suolo superficiale e del sottosuolo non è uguale, man mano che si scende in profondità, in media ogni 100 metri, la temperatura delle rocce aumenta di +3° C. In alcune particolari zone questa caratteristica tende ad accentuarsi e la temperatura del sottosuolo è leggermente più alta della media, un fenomeno causato dai fenomeni vulcanici o tettonici. In queste zone calde l'energia può essere facilmente recuperata mediante la geotermia convogliando i vapori provenienti dalle sorgenti d'acqua del sottosuolo verso apposite turbine adibite alla produzione di energia elettrica o riutilizzando il vapore acqueo per il riscaldamento, le coltivazioni in serra e il termalismo.

Le principali applicazioni del vapore naturale proveniente dal sottosuolo sono due:
  • La generazione di energia elettrica tramite il classico metodo delle turbine.
  • Il calore geotermico incanalato in un sistema di tubature utilizzato per attività locali di teleriscaldamento.
Per alimentare la produzione del vapore acqueo si ricorre spesso all'immissione di acqua fredda in profondità, una tecnica utile per mantenere costante il flusso del vapore. In questo modo si riesce a far lavorare a pieno regime le turbine e produrre calore con continuità.

La geotermia è la fortuna energetica dell'Islanda. La grande isola del nord Atlantico basa l'intera sua esistenza energetico-climatica sul naturale equilibrio tra l'acqua calda in profondità e l'atmosfera glaciale esterna.
La geotermia resta comunque una una fonte energetica alternativa e marginale, da utilizzare soltanto in alcuni limitati contesti territoriali. Resta in ogni caso una potenzialità energetica da sfruttare laddove possibile. In Italia la produzione di energia elettrica dalla geotermia è fortemente concentrata in Toscana.

Gli impianti geotermici sono accorgimenti tecnici dell'ecoedilizia per trasformare le abitazioni in luoghi caldi in inverno e freschi d'estate senza ricorrere ai tradizionali impianti di riscaldamento o di climatizzazione. Come fare? Proviamo a spiegarlo.

IMPIANTO
A livello impiantistico, un’unica macchina silenziosa e dalle dimensioni contenute, consente sia di riscaldare che di raffrescare. La pompa di calore sostituisce quindi in tutto e per tutto caldaia e gruppi frigo; può essere alloggiata in qualsiasi locale, perché non necessita di ambienti dedicati e non necessita di canna fumaria. Tutto ciò consente un notevole recupero di spazi all’interno dell’edificio ed una riduzione degli oneri relativi alle opere murarie accessorie. Inoltre è integrabile con qualsiasi fonte energetica rinnovabile, per esempio essere alimentato dall'energia fotovoltaica o scaricare nel terreno il calore in surplus dei pannelli solari termici in estate per creare un accumulo termico nel sottosuolo da utilizzare d'inverno. Anche le caldaie a biomasse possono affiancare le sonde geotermiche nella produzione di calore.

CARATTERISTICHE SONDE:
per le sonde di prelievo del calore dal suolo e le tubazioni nel suolo si utilizzano polimeri di idrocarburi, principalmente polietilene. Il liquido interno, fluido termovettore che scambia con il terreno è una sostanza non tossica e biodegradabile, in genere soluzioni saline antigelo.

La tecnologia geotermica è abbinabile a sistemi di riscaldamento radiante infatti le basse temperature di utilizzo permettono il miglior rendimento della pompa di calore. Se uniti a sistemi solari termici per la produzione di acqua calda, sgravando quindi la pompa di calore da questo compito, otteniamo i più alti valori di COP.






A sinistra. Geotermia a sonde verticali: la sonda scende in genere ad una profondità di 100-110 metri circa. Certi impianti in Svizzera, per sistemi residenziali, scendono a profondità dell'ordine dei migliaia di metri. 2 perforazioni da 100 metri sono sufficenti per scaldare e raffrescare una normale abitazione.

A destra. Geotermia a sonde orizzontali: sistema più semplice nella posa (senza bisogno di perforazioni) ma richiede una superficie più vasta per lo scambio termico( circa 3 m² per kW ).

La profondità di perforazione e l'estensione della superficie di posa dipendono dal fabbisogno termico richiesto, e varia da abitazione ad abitazione.